• TRAME

    Installazione realizzata su schede di cartone di un telaio Jacquard, ricuperate nell'ex fabbrica di viscosa TASE a Vaux-en-Velin, vicino a Lione.
    È composta di due tende di 80 (l) x 220 (A) cm e allestita con due pietre sulle quali sono esposti delle stoffe stampate.
    Stampa fotografica con gel medium Golden (mat).

    Camminatori romani dal passo sospeso, ripetizioni infinite di Gradiva quotidiane: la città è diventata trama, camminare, attraversare, tessere i passi, divenire intrecci e disegnare il filo di storie silenziose.
  • ZITTA CASSANDRA!

    L’esclamazione Zitta Cassandra! è utilizzata da Jean-Luc Godard nelle Storie del Cinema per condannare i ricordi e le certezze. Secondo la leggenda Apollo per conquistare Cassandra le fece dono della dote profetica. Una volta ricevuto il dono Cassandra non volle concedersi al dio che per vendicarsi le sputò sulle labbra, condannandola con questo gesto a restare per sempre inascoltata.

    Zitta Cassandra! è un’installazione, un montaggio di frammenti fotografici stampati su carta acquarello Arches e su vetro, contenuti all'interno di scatole di ferro e barattoli. Autoritratti celati e muti abitano quadri erroneamente vuoti o falsi specchi dal riflesso sfocato. Zitta Cassandra! è un percorso di immagini silenziose.

    8 fotografie stampate su vetro (23x31cm) con emulsione fotosensibile Rollei
    1 fotografia stampata con emulsione fotosensibile e ricoperta di resina
    Fotografie su carta acquarello Arches strappate
    8 scatole di alluminio
    Barattoli di vetro con lampadine

    Selezione ufficiale : Festival Darkroom Project (Italia), Festival International d’Art Contemporain Jeune Création (Parigi).
    2012
  • LA CADUTA

    Nel suo libro di scritti sull'Arte, Autoportrait au visage absent, così intitolato in riferimento al disegno di Ernst Mach Autoritratto senza specchio, Jean Clair scrive:
    “Questo autoritratto senza testa, questo ritratto acefalo, è l‘esperienza immediata di sé, la più comune che si possa immaginare, poiché è l’immagine che abbiamo di noi ad ogni instante. (...) Di questo io “insalvabile”, sparpagliato, volatilizzato, che ne posso capire? Nessuno si ascolta parlare, si vede camminare. Si può vedersi vedere?”
    (Jean Clair, Autoportrait au visage absent, Gallimard, 2008)

    5 fotografie (30x40cm) stampate su carta aquarello Arches con emulsione fotosensibile Rollei.

    Edizione di cartoline d’artista nell’ambito del progetto Chalet Suisse della Biennale Internazionale del Design 2013 di Saint-Etienne (Francia).
    2012
  • UCCELLACCI E UCCELLINI

    Ho realizzato questa performance fotografica nella cantina della galleria Wunderkammern a Torpignattara, un quartiere periferico di Roma. La leggenda vuole che Pasolini andasse lì e scrivesse le sue sceneggiature quando il posto era ancora una fraschetta. Con tre oggetti arbitrariamente estratti da Uccellacci e Uccellini, ho raccontato un’altra mitologia, quella di un silenzio. Un grido muto.

    7 fotografie (23x31cm) stampate su carta aquarello Arches con emulsione fotosensibile Rollei.

    Selezione ufficiale: Festival Darkroom Project (Italia).
    2012
  • PASOLINI – ARAGON

    Questa serie di 7 polaroid è ispirata al Fou d’Elsa di Louis Aragon. Nell’Andalusia del Quattrocento, Aragon racconta un viaggio attraverso la follia e lo specchio del tempo: l’agonia di un sogno, di un amore, di una rivoluzione. Ode alla letteratura e alla metrica della lingua araba, il Fou d’Elsa, pubblicato nel 1963, è la risposta del poeta alla guerra in Algeria: "il dono che faccio al popolo algerino".
    Nella cantina della galleria Wunderkammern, nel quartiere di Torpignattara a Roma, dove sembra che scrivesse Pasolini, ho lavorato con la danzatrice e performer Alessandra Cristiani per dare corpo alle parole di Aragon: "Chiamo poesia, un conflitto della bocca e del vento, la confusione del dire e del tacere, una costernazione del tempo, lo sconvolgimento assoluto."

    7 polaroid, stampa cibacrome.
    2011
  • MITOLOGIA DI UN FANTASMA

    Roma, Teatro Furio Camillo
    Stampa su carta acquarello Arches con emulsione fotosensibile Rollei.
    Fantasma, fantôme, fantasme,
    Attraversamento immobile,
    Performance rituale dello svanire,
    Autoritratto a volto celato.

    Finalista premio Argot 2010. Teatro Argot, Roma.
    2010
  • AU TERME D’UN TRAJET DU DESIR

    "Il piede sinistro era avanti e il destro, sul punto di seguirlo, toccava appena con la punta delle dita il terreno, mentre la pianta e il calcagno si alzavano quasi verticalmente. Questo movimento dava una doppia impressione: quella di una lieve agilità nel passo, ma anche quella di stabilità. Questo librarsi in volo, insieme alla sicurezza dell’incedere, conferiva all’immagine la sua grazia specifica. Da dove proveniva e dove era diretta?"
    (Gradiva, fantasia pompeiana, W. Jensen, 1903)

    Questa serie è nata dalla lettura incrociata della Gradiva di Jensen, degli Appunti di montaggio per una Gradiva cinematografica di Raymonde Carasco e degli appunti di Trisha Brown sul peso e lo stato di caduta. Attraverso la ripetizione di un tempo sequenziale, istantaneo e di finzione, ho cercato l’attraversamento verticale dell’inquadratura, il movimento sospeso: movimento-linea, gesto-oggetto.
    "Ogni passo è una caduta interrotta. La cosa essenziale è di salvaguardare questo stato di caduta, non secondo le leggi fisiche, ma secondo un’esperienza della coscienza che fa del peso una fonte di pensiero. Il movimento emerge allora come sulla cresta di un sogno, un tempo rallentato."
    (Trisha Brown, Danse, précis de liberté, Edizioni RMN/Musei di Marseille, 1998)

    3 polaroid, stampa cibacrome.
    2010